I ruoli di WordPress decidono cosa può fare un utente: scrivere, pubblicare, modificare i contenuti altrui. Non decidono dove. Un autore che può pubblicare (create_post), può pubblicare in qualsiasi categoria. Per un blog personale va benissimo. Per portali più complessi, siano di una grossa società, comune, scuola o associazione con dieci redattori, molto meno.

Il problema, in pratica

  • Un grande ente vuole che l’ufficio stampa pubblichi nelle Notizie, ma non nell’Albo o in Amministrazione trasparente, dove valgono altre responsabilità.
  • Una testata o un’associazione affida a ogni collaboratore la propria rubrica, e solo quella.
  • Un’azienda lascia scrivere il blog al marketing, ma riserva i comunicati ufficiali alla direzione.

Finora la soluzione era una regola scritta in una mail e la speranza che tutti la ricordassero. Oppure un plugin di permessi completo, che per un’esigenza così circoscritta è spesso più complicato del necessario.

Cosa fa TATEPE

Per questo ho scritto TATEPE – Taxonomy Term Permissions, un plugin gratuito e open source pubblicato su WordPress.org. Fa una cosa sola: impedisce a ruoli o utenti specifici di pubblicare nei termini che scegli, che siano categorie, tag o tassonomie personalizzate.

  • Regole per ruolo e per singolo utente. Imposti la regola per tutti gli autori e, se serve, un’eccezione per una persona. Le regole sull’utente prevalgono su quelle del ruolo.
  • Chi non può usare un termine, non lo vede. Sparisce dall’editor a blocchi e da quello classico, dai filtri e dalle schermate di amministrazione. Anche gli articoli già presenti in quei termini spariscono dagli elenchi dell’utente.
  • Nessuna scorciatoia. Il blocco vale anche per la modifica rapida, la REST API e XML-RPC: il salvataggio viene rifiutato e non viene scritto nulla.
  • Le gerarchie si ereditano. Se blocchi una categoria madre, sono bloccate anche le figlie, comprese quelle che creerai in futuro.

Il sito pubblico non cambia: i visitatori continuano a vedere tutto come prima. TATEPE agisce solo su chi pubblica.

Come si configura

  1. Installa il plugin da Plugin → Aggiungi nuovo, cercando “TATEPE”.
  2. Apri la scheda Ruoli dalle impostazioni del plugin e spunta, per ogni ruolo, i termini in cui non deve poter pubblicare.
  3. Usa la scheda Utenti solo per le eccezioni: chi ha regole personali segue quelle, non quelle del ruolo.

Tre accortezze

  • Gli amministratori non vengono mai limitati. È voluto: nessuno può chiudersi fuori dal proprio sito. In ogni caso c’è un pulsante per azzerare tutte le regole.
  • Non bloccare la categoria predefinita. WordPress la assegna automaticamente agli articoli salvati senza categoria, quindi resterebbe comunque raggiungibile.
  • Le regole sopravvivono alla disinstallazione, a meno che tu non attivi l’opzione che le cancella. Utile se reinstalli, da ricordare se vuoi fare pulizia.

In sintesi

Separare chi pubblica dove non è una questione di fiducia, ma di organizzazione: ognuno lavora nel proprio spazio, gli errori diventano impossibili invece che improbabili, e le responsabilità restano chiare. TATEPE serve a questo, senza trasformare la gestione dei permessi in un progetto a sé.

Gestisci un sito con molti redattori? Ruoli, flussi di pubblicazione e permessi sono spesso la parte meno visibile di un progetto, e quella che fa più differenza nel tempo. Parliamone.